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2003 PDF Print E-mail
Monday, 15 January 2007 12:41 | Written by Administrator

24 aprile 2003, ore 09.00 Stefano riattacca il numero di gara, dopo 11 mesi, sulla sua nuova divisa gialla, quella della Vini Caldirola.... compie questo semplice gesto con un’emozione che si palpa nell’aria e, soprattutto, si legge nei suoi occhi.
Ore 15.14, dopo 3 ore e 40 minuti di corsa Stefano domina la volata a 4 sul traguardo di Moena della prima tappa del Giro del Trentino, vince la corsa del rientro – ovvero riprende da dove aveva lasciato (vittoria della 5° tappa del Giro d’Italia 2002, Fossano – Limone Piemonte) come aveva promesso – e taglia il traguardo senza alzare le braccia al cielo ma facendo saltellare sulla linea il suo “cavallo nero”.
Mancano solo 15 giorni all’inizio del Giro, ma questa vittoria é la dimostrazione di avere lavorato tanto e bene anche se, mancando il diretto confronto con gli avversari, tutto é stato piu’ difficile. Stefano é ritornato, ed é ancora piu’ forte di prima, soprattutto psicologicamente e questo gli avversari, a partire da Simoni, lo hanno ben recepito. Il giorno dopo conferma che la prima tappa non é stata un semplice fuoco di paglia, giungendo secondo alle spalle di Simoni, colui che sarà l’avversario principale del Giro 2003. Si conclude il Trentino, in classifica Stefano é definitivamente secondo con un ritardo di 7”: le sensazioni sono ottime e questo é cio’ che conta.

10 maggio 2003, parte da Lecce 86° Giro d’Italia, prime due tappe adatte ai velocisti mentre la 3° prevede l’arrivo in cima ad una rampa di 1000 metri con pendenze del 10% ovvero Terme Luigiane, dove hanno sempre vinto solo grandi Campioni, e qui Stefano esplode tutta la potenza che la forma del momento gli permette di esprimere, taglia il traguardo questa volta a braccia alzate rifilando inoltre 2” di distacco a Casagrande, altro grande protagonista di questo Giro, e la sua gioia e di chi lo circonda é incontenibile. Stefano si colloca al 2° posto della generale, in rosa rimane uno strepitoso Petacchi, e in attesa della tappa del Terminillo il Giro prosegue.

17 maggio 2003, al mattino si respira l’aria di un giorno speciale, siamo ad Avezzano ed il traguardo odierno é posto in cima alla salita del Terminillo, dopo un’arrampicata di 12 km e dove si capirà chi saranno gli uomini da battere per aggiudicarsi l’87° Giro d’Italia. All’inizio della salita Stefano chiede ai suoi uomini di fare un’andatura sostenuta, Simoni resta a ruota mentre gli altri, nell’ordine Frigo, Aitor Gonzales, Pantani ed anche Casagrande, si staccano. Dopo soli 3 km i distacchi si fanno pesanti, Simoni attacca, Stefano gli risponde e i due, insieme a Noé che ha fatto l’elastico per tutta la salita, si presentano ai 500 mt insieme. La volata non ha storia, Stefano taglia il traguardo per la seconda volta a braccia alzate in 5 giorni, indossa la rosa, simbolo del primato e sembra di essere tornati indietro di 365 giorni, o meglio, che l’ultimo anno non sia nemmeno esistito: tutto é ritornato al suo posto e da qui si riparte....
Il resto del Giro vive del duello Garzelli – Simoni, quest’ultimo avrà la meglio alla fine ma fino a quando Stefano non é rimasto coinvolto, nel corso della 18° tappa, in una caduta nella discesa del Sampeyre, evento che gli ha fatto perdere 6 minuti, ha fatto l’impossibile per cercare di vincere il Giro, lottando ogni giorno e buttandosi nelle volate per cercare di raggranellare abbuoni utili nell’economia di una corsa di 21 giorni. Da una parte é rimasto il rammarico per un 2° posto, che nello sport é forse il peggiore dei piazzamenti, ma dall’altra la gioia di aver comunque dimostrato di non avere perso quella competività necessaria per fare bene.

Il proseguo della stagione non é stato esaltante come i mesi di aprile e maggio, anche a causa di una forte bronchite che ha condizionato il Tour de France, costringendo Stefano ad arrendersi dopo la tappa dell’Alpe D’Huez dove, nonostante i problemi di respirazione, ha conquistato il premio Henry Desgrange per essere passato per primo in cima al Galibier, la montagna piu’ alta del Tour del Centenario.
I problemi di respirazione sono perdurati per buona parte dell’estate, forse in parte ha contribuito l’eccezionale ondata di caldo che ha caratterizzato il 2003, e questo ha influenzato negativamente anche l’ultima parte della stagione, dove ormai, non avendo un obiettivo ben definito, come ad esempio la partecipazione al Mondiale, la mente era già rivolta al 2004.

Last Updated on Monday, 15 January 2007 12:42