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Monday, 15 January 2007 12:32 | Written by Administrator
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Cominciarono cosi i primi ritiri, la conoscenza con i nuovi compagni e subito l'affidamento al Grande Vecchio della squadra: Massimo Podenzana con il quale ha diviso per 4 anni gioie e dolori e dal quale il "Giovane", come era soprannominato Stefano alla Mercatone Uno, ha potuto apprendere tante cose utili riguardanti il mondo dei professionisti: per un neopro la presenza di una persona d'esperienza è sicuramente molto importante perché ti permette di crescere commettendo il minor numero di errori possibili. La prima corsa di quell'anno fu il Laiguelia, classica di inizio stagione, e chiaramente non mancarono le difficoltà di ambientamento che però furono meno del previsto. Infatti alla 4° corsa, Giro dell'Etna, Stefano arrivò con i primi piazzandosi 12°: da quel momento la confidenza con il mondo dei professionisti migliorò di corsa in corsa e, a 15 giorni dall'inizio del Giro d'Italia, dopo aver disputato una buona Liegi e un ottimo Gp di Gippingen, gli fu comunicata la sua iscrizione alla corsa rosa: obiettivo aiutare Pantani in salita e fare esperienza. La svolta avviene durante l'ottava tappa la Mondragone — Cava dei Tirreni: durante la discesa del Chiunzi un gatto attraversa la strada ai corridori facendo cadere, tra gli altri, Marco Pantani; Stefano insieme ai suoi compagni si fermarono ad attenderlo, ma purtroppo la botta riportata alla coscia dal campione romagnolo risultò piuttosto importante e lo costrinse a perdere vari minuti; Marco si ritirerà a seguito dell'infortunio occorsogli e, da quel momento, Stefano è libero di fare la sua corsa. Pian piano comincia a risalire la classifica, ma l'importante in un grande Giro è andare forte l'ultima settimana; alla 14° tappa, la Racconigi Cervinia Gotti strappa la maglia a Tonkov e Stefano arriva terzo risalendo varie posizioni in classifica; da qui a Milano una continua escalation fino a raggiungere la 9° posizione nella classifica finale — sarebbe stata un'altra la posizione senza i minuti persi nella tappa di Cava dei Tirreni — e il ritorno a casa con la consapevolezza che il suo futuro professionale era nelle corse a tappe. Infatti anche al Giro di Svizzera il comportamento è ottimo: sempre tra i migliori negli arrivi in salita, secondo nel tappone di Kandergen dietro ad Ullrich, riesce a concludere il Giro in 8° posizione ed a vincere la classifica finale quale miglior scalatore: al primo anno tra i professionisti sicuramente una stagione esaltante.
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Last Updated on Monday, 15 January 2007 12:33 |